In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come il caso Revolut dimostra come la sicurezza informatica non dipenda soltanto da server blindati, ma dalla fiducia che attribuiamo ai canali istituzionali. Quando un attacco sfrutta una PEC della pubblica amministrazione anziché violare direttamente una banca, si sposta il bersaglio dalla tecnologia alla percezione di autorità. Gli aggressori non hanno forzato alcun sistema: hanno semplicemente indossato i panni di chi ha il potere di chiedere dati, dimostrando che l’identità digitale può diventare essa stessa un’arma.Copia
Al contrario di quanto si tende a credere, il problema non riguarda solo gli algoritmi o i firewall aziendali, ma la formazione di chi gestisce le credenziali all’interno delle istituzioni pubbliche. La vicenda apre una crisi più ampia: se un canale ufficiale può essere impersonato, l’intero processo di digitalizzazione dei servizi rischia di poggiare su fondamenta fragili. La solidità di un sistema di sicurezza si misura sempre dall’anello più debole della catena, non dal più forte.